Un pellegrinaggio laico

Pubblicato: 25 luglio 2011 in concorso fotografico

In cammino per ore nel cuore dell’Aspromonte per Lollò Cartisano, il fotografo di Bovalino ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1993, e per tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta. Venerdì 22 luglio siamo partiti da San Luca, uno dei tre vertici (con Platì e Natile di Careri) del famigerato e conosciutissimo (negli anni Ottanta e Novanta) triangolo dei sequestri di persona. Siamo partiti a piedi, in 200 (con giovani provenienti da tutta Italia), in direzione di Pietra Cappa, un bellissimo e gigantesco monolite sotto il quale è stato ritrovato il corpo di Lollò nel 2003.

Ci siamo messi in marcia lungo “i sentieri della memoria” in un percorso a tappe che è servito a ricordare tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta, per ascoltarne il ricordo dalla voce dei familiari di Peppe Tizian, di Celestino Fava, di Gianluca Congiusta, di Lollò. Insieme a noi anche suor Carolina Iavazzo che ha accompagnato don Pino Puglisi in un pezzo significativo del suo lavoro nel quartiere Brancaccio di Palermo e oggi è impegnata con i bambini di San Luca.

Ha partecipato alla giornata anche il presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti che davanti al “sepolcro” di Lollò ha voluto rendere omaggio ai suoi familiari, ha celebrato la liturgia della parola e ha annunciato che proprio in Aspromonte, proprio a Pietra Cappa saranno gettate le ceneri del grande giornalista Roberto Morrione. “In Calabria c’è grande bisogno di buona informazione”, ha detto. E Morrione, fondatore di Rainews 24 e direttore di Liberainformazione.org fino alla sua morte la scorsa primavera, ne è stato un simbolo e un interprete vero.

Una cammino antimafia forte, intenso, doloroso – a cui con daSud e Libera hanno partecipato anche altre associazioni tra cui il don Milani di Gioiosa Ionica – che rappresenta una sorta di pellegrinaggio laico al quale tutti almeno una volta dovrebbero partecipare. L’appuntamento è per l’anno prossimo, il 22 luglio.

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